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Berlusconi non ha parlato di amore: ha parlato di “amore che vince sull’invidia e sull’odio”. Non è amore, questo. Non è di amore che parla: parla di odio, parla di “vincere”. Parla ancora di fare la guerra ed eliminare il nemico. L’amore non “vince”: per vincere bisogna combattere, e allora non stiamo già parlando più di amore.
[…]
ci sono persone in questo paese che pensano – per attitudine, non per metodo empirico – che il problema del male si debba affrontare eliminando e umiliando i cattivi. Ci sono persone che invece pensano che si debba cercare di far diventare tutti più buoni.
p.s. ci passa la differenza che passa tra le Crociate e Gesù Cristo, già.
Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (Approvazioni)

Benito Mussolini, Camera dei Deputati, il 3 gennaio 1925. da Gad Lerner via cacioman. (via phonkmeister)

ops…

La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo
Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo.
Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa.
– (Mario Calabresi) Adesso basta, grazie
Feltri rimangia all’inizio di dicembre lo schifo prodotto a fine agosto e la scena è per stomaci forti. Conoscendo il suo disinteresse possiamo stare certi che si tratta di soldi: ritratta e loda per non pagare o per pagare di meno.
Su Feltri su Boffo e su di me - Luigi Accattoli
Ma una cosa è certa: questi radicali sembrano nati dalla televisione e per la televisione. E’ lì il loro luogo preferito, la loro stanza dei balocchi, la loro prateria, il loro campo di battaglia e il loro pulpito. Del resto, senza televisione come farebbero a raccattare quel 2/3 per cento di voti che ne perpetua la presenza sulla scena italiana, in barba ad ogni legge di gravità politica?

PiuVoce.Net

SI SCRIVE STADERINI, SI LEGGE PANNELLA

(via luciano)

Simpatico

@ansa_news:

Bossi: alla Lega Piemonte e Veneto: Senatur su Bersani: ‘Sopra il Po chi e’ contro di noi e’ morto’ ansa.it/web/not…
Mi delizia l’dea del versatile Berlusconi che difende D’Alema con i polacchi, contrari ad accettarlo come ministro degli Esteri dell’Unione Europea per il suo passato comunista: “Comunista, non esageriamo! Il nostro comunismo non era mica il vostro e non tutto era negativo neanche nel vostro, l’ha detto persino il grande Papa polacco. E poi dobbiamo guardare avanti, mica possiamo continuare a dare del ‘comunista’ a dritta e a manca”. Per la legge del contrappasso – o della contropartita – mi godo l’arguto D’Alema che spiega – poniamo a Gordon Brown – come non sia il caso di menare scandalo per il berlusconiano conflitto di interessi: “In Italia non abbiamo mai avuto una legge in materia e non potevamo farla ad personam. Del resto la nostra sensibilità su denaro e politica è diversa dalla vostra: abbiamo avuto un’Agnelli ministro degli Esteri e ne eravamo tutti contenti”. Mi piace il rimescolamento delle carte.
"Berlusconi non ha parlato di amore: ha parlato di “amore che vince sull’invidia e sull’odio”. Non è amore, questo. Non è di amore che parla: parla di odio, parla di “vincere”. Parla ancora di fare la guerra ed eliminare il nemico. L’amore non “vince”: per vincere bisogna combattere, e allora non stiamo già parlando più di amore.
[…]
ci sono persone in questo paese che pensano – per attitudine, non per metodo empirico – che il problema del male si debba affrontare eliminando e umiliando i cattivi. Ci sono persone che invece pensano che si debba cercare di far diventare tutti più buoni.
p.s. ci passa la differenza che passa tra le Crociate e Gesù Cristo, già."
"Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (Approvazioni)"
"La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo"
"Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo."
"Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa."
"Feltri rimangia all’inizio di dicembre lo schifo prodotto a fine agosto e la scena è per stomaci forti. Conoscendo il suo disinteresse possiamo stare certi che si tratta di soldi: ritratta e loda per non pagare o per pagare di meno."
"Ma una cosa è certa: questi radicali sembrano nati dalla televisione e per la televisione. E’ lì il loro luogo preferito, la loro stanza dei balocchi, la loro prateria, il loro campo di battaglia e il loro pulpito. Del resto, senza televisione come farebbero a raccattare quel 2/3 per cento di voti che ne perpetua la presenza sulla scena italiana, in barba ad ogni legge di gravità politica?"
Simpatico
"Mi delizia l’dea del versatile Berlusconi che difende D’Alema con i polacchi, contrari ad accettarlo come ministro degli Esteri dell’Unione Europea per il suo passato comunista: “Comunista, non esageriamo! Il nostro comunismo non era mica il vostro e non tutto era negativo neanche nel vostro, l’ha detto persino il grande Papa polacco. E poi dobbiamo guardare avanti, mica possiamo continuare a dare del ‘comunista’ a dritta e a manca”. Per la legge del contrappasso – o della contropartita – mi godo l’arguto D’Alema che spiega – poniamo a Gordon Brown – come non sia il caso di menare scandalo per il berlusconiano conflitto di interessi: “In Italia non abbiamo mai avuto una legge in materia e non potevamo farla ad personam. Del resto la nostra sensibilità su denaro e politica è diversa dalla vostra: abbiamo avuto un’Agnelli ministro degli Esteri e ne eravamo tutti contenti”. Mi piace il rimescolamento delle carte."

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