"Berlusconi non ha parlato di amore: ha parlato di “amore che vince sull’invidia e sull’odio”. Non è amore, questo. Non è di amore che parla: parla di odio, parla di “vincere”. Parla ancora di fare la guerra ed eliminare il nemico. L’amore non “vince”: per vincere bisogna combattere, e allora non stiamo già parlando più di amore.
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ci sono persone in questo paese che pensano – per attitudine, non per metodo empirico – che il problema del male si debba affrontare eliminando e umiliando i cattivi. Ci sono persone che invece pensano che si debba cercare di far diventare tutti più buoni.
p.s. ci passa la differenza che passa tra le Crociate e Gesù Cristo, già."
"Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (Approvazioni)"
"La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo"
"Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi, scriveva Brecht. Ma sventurati anche gli eroi che hanno bisogno del popolo."
"Il volto ferito e pieno di sangue di Silvio Berlusconi non può che lasciare sgomenti, non riesco ad immaginare una persona seria o che ami definirsi democratica e perbene che possa avere una reazione diversa."
La lettera di Zaia: "L'Europa ha perso el bon senso"
"Feltri rimangia all’inizio di dicembre lo schifo prodotto a fine agosto e la scena è per stomaci forti. Conoscendo il suo disinteresse possiamo stare certi che si tratta di soldi: ritratta e loda per non pagare o per pagare di meno."
"Ma una cosa è certa: questi radicali sembrano nati dalla televisione e per la televisione. E’ lì il loro luogo preferito, la loro stanza dei balocchi, la loro prateria, il loro campo di battaglia e il loro pulpito. Del resto, senza televisione come farebbero a raccattare quel 2/3 per cento di voti che ne perpetua la presenza sulla scena italiana, in barba ad ogni legge di gravità politica?"
"Mi delizia l’dea del versatile Berlusconi che difende D’Alema con i polacchi, contrari ad accettarlo come ministro degli Esteri dell’Unione Europea per il suo passato comunista: “Comunista, non esageriamo! Il nostro comunismo non era mica il vostro e non tutto era negativo neanche nel vostro, l’ha detto persino il grande Papa polacco. E poi dobbiamo guardare avanti, mica possiamo continuare a dare del ‘comunista’ a dritta e a manca”. Per la legge del contrappasso – o della contropartita – mi godo l’arguto D’Alema che spiega – poniamo a Gordon Brown – come non sia il caso di menare scandalo per il berlusconiano conflitto di interessi: “In Italia non abbiamo mai avuto una legge in materia e non potevamo farla ad personam. Del resto la nostra sensibilità su denaro e politica è diversa dalla vostra: abbiamo avuto un’Agnelli ministro degli Esteri e ne eravamo tutti contenti”. Mi piace il rimescolamento delle carte."