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Roma – finalmente un giro di vite sulle pubblicazioni in interrete e sulle manifestazioni non autorizzate. Si stirnge la morsa della legalità dell’obbedienza cieca e littoria al partito contro i sovversivi, gli agenti sobbillatori, le spie e i nemici della cosa pubblica. Non si possono più tollerare attacchi verbali indiscriminati, menzogne scagliate contro la Patria e i Gerarchi, bugie con il solo peraltro inutile scopo di scalfire il granitico consenso al Regime Fassista.
Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (Approvazioni)

Benito Mussolini, Camera dei Deputati, il 3 gennaio 1925. da Gad Lerner via cacioman. (via phonkmeister)

ops…

Non Stop - Rai Uno 1978 - Carlo Verdone (via camilla105)

“E’ l’amore che vince e il male che perde!”

La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo

Il fallimento di un Progetto Culturale

Alla faccia di chi dice che la Chiesa esercita un’egemonia culturale in Italia, io credo che ci sia da registrare il clamoroso fallimento del grande progetto culturale lanciato per gli anni 2000 dalla CEI durante la presidenza Ruini.

Eravamo partiti negli anni ‘70 e ‘80 - ricordo dalla mia personale esperienza di impegno diocesano - con progetti e convegni legati allo stile di evangelizzazione (“… e promozione umana”) o alla vita di comunità (Comunione e comunità). Si era accusati di fare una predicazione avulsa dal mondo.

Dietro la pressione presenzialista di certi movimenti (CL in testa) si è quindi arrivati al convegno di Verona del 2006 in cui si rimarcava la “Testimonianza” (clamorosa la contestazione tutta politica all’allora premier Prodi). Si diceva di “cattocomunisti”, si paventavano i cosacchi a San Pietro…

Ebbene, ora l’Italia è adesso un luogo in cui sono emerse xenofobia, razzismo, paganesimo familista, violenza, non sono state sconfitte corruzione, mafia, camorra. Si agita il crocifisso e si definiscono Imam i cardinali…

E allora si torna a parlare di Dio oggi, in un convegno forse ancor più indecifrabile ed elitario.

Sto solo cercando di dire (a me stesso prima che a chiunque altro) che lamentarsi non serve, deprimersi è triste quanto inutile, subire è miope, rassegnarsi è umiliante, obbedire è debole, non basta sfogarsi nel pettegolezzo e in qualche pasquinata.
viva l’Italia - Gandalf
La dignità della famiglia Cucchi mi mette i brividi. Le loro interviste determinate e senza lacrime vanno più a segno di un qualsiasi generico “assassini, me l’hanno ucciso”.
Ma poiché siamo un Paese effettivamente meraviglioso (quando gli va), è giusto aggiungere che proprio ieri i carabinieri del Nucleo scorte di Palermo hanno deciso di accompagnarlo nel tempo libero, pagando la benzina di tasca propria, ogni volta che l’uomo che arrestò Riina andrà in Sicilia per testimoniare nei processi contro Cosa Nostra. Perché per poter fare la cosa giusta, in questo Paese meraviglioso, certe volte bisogna mettersi in ferie.
In Italia, la sentenza è un anticipato regalo di Natale al nostro presidente del Consiglio, cui viene offerta una imprevista e gratissima occasione di presentarsi nelle vesti a lui invero poco consone, di difensore della fede, dei valori tradizionali, della famiglia, del matrimonio, della fedeltà, che quell’uomo in croce è venuto a insegnare. È venuto per tutti, e dunque anche per lui, ma questo regalo di Natale non glielo fa Gesù bambino bensì piuttosto quel rubizzo, giocondo e svampito Babbo Natale che fra poche settimane ci romperà insopportabilmente le scatole, a differenza di quel nato nella stalla.

Di tutte le scuse

Quelli che citano le crociate per giustificare l’eliminazione dei crocifissi dai muri delle aule hanno trovato proprio un motivo “moderno”.

Tipo i giustizieri fuori tempo massimo.

"Roma – finalmente un giro di vite sulle pubblicazioni in interrete e sulle manifestazioni non autorizzate. Si stirnge la morsa della legalità dell’obbedienza cieca e littoria al partito contro i sovversivi, gli agenti sobbillatori, le spie e i nemici della cosa pubblica. Non si possono più tollerare attacchi verbali indiscriminati, menzogne scagliate contro la Patria e i Gerarchi, bugie con il solo peraltro inutile scopo di scalfire il granitico consenso al Regime Fassista."
"Fu alla fine di quel mese, di quel mese che è segnato profondamente nella mia vita, che io dissi: “voglio che ci sia la pace per il popolo italiano”; e volevo stabilire la normalità della vita politica.
Ma come si è risposto a questo mio principio? Prima di tutto, con la secessione dell’Aventino, secessione anticostituzionale, nettamente rivoluzionaria. (vive approvazioni). Poi con una campagna giornalistica durata nei mesi di giugno, luglio, agosto, campagna immonda e miserabile che ci ha disonorato per tre mesi. (Applausi vivissimi e prolungati). Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C’era veramente un accesso di necrofilia! (Approvazioni). Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna. (Approvazioni)"
"La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l’opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo"
Il fallimento di un Progetto Culturale
"Sto solo cercando di dire (a me stesso prima che a chiunque altro) che lamentarsi non serve, deprimersi è triste quanto inutile, subire è miope, rassegnarsi è umiliante, obbedire è debole, non basta sfogarsi nel pettegolezzo e in qualche pasquinata."
"La dignità della famiglia Cucchi mi mette i brividi. Le loro interviste determinate e senza lacrime vanno più a segno di un qualsiasi generico “assassini, me l’hanno ucciso”."
"Ma poiché siamo un Paese effettivamente meraviglioso (quando gli va), è giusto aggiungere che proprio ieri i carabinieri del Nucleo scorte di Palermo hanno deciso di accompagnarlo nel tempo libero, pagando la benzina di tasca propria, ogni volta che l’uomo che arrestò Riina andrà in Sicilia per testimoniare nei processi contro Cosa Nostra. Perché per poter fare la cosa giusta, in questo Paese meraviglioso, certe volte bisogna mettersi in ferie."
"In Italia, la sentenza è un anticipato regalo di Natale al nostro presidente del Consiglio, cui viene offerta una imprevista e gratissima occasione di presentarsi nelle vesti a lui invero poco consone, di difensore della fede, dei valori tradizionali, della famiglia, del matrimonio, della fedeltà, che quell’uomo in croce è venuto a insegnare. È venuto per tutti, e dunque anche per lui, ma questo regalo di Natale non glielo fa Gesù bambino bensì piuttosto quel rubizzo, giocondo e svampito Babbo Natale che fra poche settimane ci romperà insopportabilmente le scatole, a differenza di quel nato nella stalla."
Di tutte le scuse

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