I numeri di Gaspar
Direzione
In questo momento, la prima riunione di redazione con il nuovo direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta.
Con quale share?
Che vve frega?
Importa qualcosa di un “creativo” che spara una cavolata (tra l’altro, non mi sembra nemmeno sia stato il primo…)? Questo intende Paolovalde.
A me viene da pensare che l’ecosistema creato dai blog e da internet sta in questo momento trattando migliaia di “cose” - chiamiamole informazioni - di rivoli di conoscenza, che vanno sì dalla cavolata, ma toccano - che so - la fisica subnucleare, i Tokyo Hotel, la foto dei bimbi a scuola, il nonno in Australia, un terremoto in India…
Nell’ecosistema (di confusione, direbbe Luca De Biase) di massa ci si concentra su due-tre (o dieci o trenta o cento) cose “rilevanti” da indicare alla “Pubblica opinione”. Ma coloro che - per tradizione - sono stati incaricati di segnalare le “notizie” si fanno sviare dai propri interessi-inserzionisti-creativi-uffici stampa.
Fanno male gli uni o gli altri? No, non credo. Fanno cose diverse, che a volte si possono nutrire reciprocamente, magari mantenendo un atteggiamento di attenzione critica e non di scomunica reciproca.
Quindi, chi se ne frega delle fregnacce del creativo? Bè, se dice degli spropositi (e che spropositi) forse è meglio se qualcuno glielo fa notare. Così, tanto per farlo scendere dallo scranno su cui si è auto-installato.
E’ come se la propria esistenza per gli amici e i conoscenti, per le persone con le quali si ha a che fare, non fosse sufficiente: fosse un’esistenza di serie B. Mentre quella mediatica fosse un’esistenza più reale e importante, anche se in effetti rischia spesso di essere spersonalizzante e manipolabile.
Verissimo. E il fenomeno è sempre più dilagante, ahimé. (via placidiappunti)
E’ come se la propria esistenza per gli amici e i conoscenti, per le persone con le quali si ha a che fare, non fosse sufficiente: fosse un’esistenza di serie B. Mentre quella mediatica fosse un’esistenza più reale e importante, anche se in effetti rischia spesso di essere spersonalizzante e manipolabile."

