5 days ago
Feltri rimangia all’inizio di dicembre lo schifo prodotto a fine agosto e la scena è per stomaci forti. Conoscendo il suo disinteresse possiamo stare certi che si tratta di soldi: ritratta e loda per non pagare o per pagare di meno.
»Su Feltri su Boffo e su di me - Luigi Accattoli
2 weeks ago
Ma una cosa è certa: questi radicali sembrano nati dalla televisione e per la televisione. E’ lì il loro luogo preferito, la loro stanza dei balocchi, la loro prateria, il loro campo di battaglia e il loro pulpito. Del resto, senza televisione come farebbero a raccattare quel 2/3 per cento di voti che ne perpetua la presenza sulla scena italiana, in barba ad ogni legge di gravità politica?
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SI SCRIVE STADERINI, SI LEGGE PANNELLA
(via luciano)
via luciano
1 month ago
Simpatico
Bossi: alla Lega Piemonte e Veneto: Senatur su Bersani: ‘Sopra il Po chi e’ contro di noi e’ morto’ ansa.it/web/not…
Mi delizia l’dea del versatile Berlusconi che difende D’Alema con i polacchi, contrari ad accettarlo come ministro degli Esteri dell’Unione Europea per il suo passato comunista: “Comunista, non esageriamo! Il nostro comunismo non era mica il vostro e non tutto era negativo neanche nel vostro, l’ha detto persino il grande Papa polacco. E poi dobbiamo guardare avanti, mica possiamo continuare a dare del ‘comunista’ a dritta e a manca”. Per la legge del contrappasso – o della contropartita – mi godo l’arguto D’Alema che spiega – poniamo a Gordon Brown – come non sia il caso di menare scandalo per il berlusconiano conflitto di interessi: “In Italia non abbiamo mai avuto una legge in materia e non potevamo farla ad personam. Del resto la nostra sensibilità su denaro e politica è diversa dalla vostra: abbiamo avuto un’Agnelli ministro degli Esteri e ne eravamo tutti contenti”. Mi piace il rimescolamento delle carte.
»Irresistibile il Berlusca che difende D’Alema dai polacchi - Luigi Accattoli
1 month ago
Si dice che siamo immersi ormai nel mondo dell’informazione in tempo reale. Ed è vero, naturalmente. Ma allora come è possibile che stando ai nostri telegiornali le breaking news siano costituite da dichiarazioni rese da questo e da quello alcune settimane fa per un libro che non è ancora uscito?
»Tempo reale - Paolo Gentiloni
Fra non molto i processi verranno celebrati da magistrati scelti dal “popolo” che riuniranno la gente in piazza per chiedere “volete libero Gesù o Barabba?”.
»investitura popolare di Massimo Lenza
1 month ago
1 month ago
E così, dopo aver passato una vita a reclamare che fossero pulite, ci accorgiamo quanto sia importante che le mani della politica siano anzitutto attente, concentrate.
»Senza sapere - Gramellini
1 month ago
E’ l’ultima, lampante esplicazione del conflitto di interessi. Ma così lampante che nessuno di noi ci ha fatto caso. Provate a pensarci un attimo. I carabinieri ricattatori filmano Marrazzo e provano a vendere il video a un giornale del presidente del Consiglio. Non importa che il presidente del Consiglio abbia evitato di infierire. Resta il fatto che, grazie al suo ruolo di tycoon mediatico, gli era stata offerta la possibilità di distruggere un avversario politico. E pensare che molti fingono ancora di non capire quale differenza passa, ai fini delle regole democratiche, fra il possesso di una fabbrica di frigoriferi e il controllo di una che produce rotocalchi e programmi televisivi. Ma questo totale disinteresse per i conflitti di interesse rivela anche qualcos’altro. Assuefazione. Ogni cosa, a furia di esserci, finisce per sembrare inesorabile. Mancanza di senso dello Stato, e lo si è appena visto proprio con Marrazzo: tutti scandalizzati dalle sue frequentazioni e non perché si recava agli incontri con l’auto di servizio. Rivela soprattutto disprezzo per le istituzioni. Viene il dubbio che gli italiani sappiano benissimo quali rischi si corrano a consegnare il governo nelle mani di un imprenditore di quel calibro e di quel ramo. Ma è tale il loro disprezzo per i politici di professione che ritengono meno grave truccare il gioco della democrazia che riaffidare le redini della Repubblica allo schema classico, in base al quale il mondo dei media e degli affari condiziona la politica attraverso le lobby, ma non si sostituisce a essa per esercitare direttamente il potere. E un editore, quando riceve un video compromettente, decide in base alle sue valutazioni di editore, non di presidente del Consiglio.
»Massimo Gramellini (via phonkmeister) (via hneeta)
via hneeta
1 month ago
A margine del calzino
Ovviamente, l’autrice del “servizio” sul giudice Mesiano è assunta con contratto a tempo determinato, quindi più ricattabile se avesse detto no.
La vicenda sta causando qualche terremoto interno e più di qualche maldipancia tra i giornalisti delle testate Mediaset. Uno dei membri del Cdr di Videonews (le testata da cui dipende la trasmissione che ha mandato in onda il filmato) si è per questo dimesso dalla carica.
Nessuna novità dall’Ordine?
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