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E’ il veltronismo senza Veltroni, la malattia terminale del Partito Democratico. Quell’idea di poter fare politica con le figurine invece che con le persone. […]

Certi democratici se ne facciano una ragione: la politica per immagini è un brevetto di Berlusconi. Ogni replica dell’originale, anche se in versione politicamente corretta, non diventa una novità. Rimane un tarocco.

I vice del vice (Gramellini, ovviamente)

Domande a mezza voce

1. La Camera ha votato una pregiudiziale di incostituzionalità sul testo della Concia. Non è che quel testo era proprio fatto male?

2. Binetti ha spiegato il proprio voto per l’incostituzionalità col fatto che quel testo poteva rendere punibili le opinioni, cioè era una legge che introduceva un reato di opinione. Quindi era un testo para-fascista. E’ vero?

3.Binetti era per rimandare il testo in commissione, non per bocciarlo. Non s’era deciso lo stesso per la legge sul testamento biologico? E dove sarebbe stato il problema?

4. Binetti ha votato in un modo, e il Pd si è incasinato. Ma il vicecapogruppo del Pdl e altri (detti “finiani”) hanno votato diversamente dal Centrodestra. Nessun casino da quelle parti?

Generatore di canzoni per Bersani(come sempre, troppo bello)

Generatore di canzoni per Bersani
(come sempre, troppo bello)

Grillo è solo l’idolo di una piccola minoranza che si sente il centro buono del mondo: la classica malattia dei drogati di Internet che sopravvalutano la Rete, sovrapponendo la vita che scorre lì dentro a quella reale.

E’ che qui Obama non arriva mai. Che mentre nel mondo la sinistra conserva il nome e cambia le facce, da noi cambia nome di continuo ma le facce restano sempre le stesse: al massimo i sederi scalano di qualche fila. Si procede per cooptazione, invece che per eliminazione, come dimostra il caso di Debora Serracchiani, che uscì dall’anonimato per aver osato cantarle chiare al segretario ed è già diventata la sua chierichetta. Da liberale all’antica, confesso che Grillo e Di Pietro mi fanno un po’ paura. Però riconosco che il credito di cui godono, anche presso chi non li ama, esprime in modo sgangherato il sanissimo desiderio di sparare finalmente sul quartier generale.
domanda: “senatore marino, comincia dal FRIÙLI la sua corsa…”. risposta: “il FRÌULI…”. cominci male, ‘gnazio
masstrovato
(meglio se se ne torna a casa, va’…)
Ci sono forti dubbi sul rapporto tra simpatia e politica.
Ma, su spocchia e politica ,abbiamo le idee più chiare?
Un cittadino confuso.
In italia una volta tutti erano allenatori della nazionale di calcio. Ora siamo diventati tutti segretari del PD.

Nella pausa pranzo sono uscito, dopo il caffè, a fumare una sigaretta. Ho notato la BMW con il motore acceso ed un signore alla guida che leggeva il giornale. Mi sono avvicinato e ho fatto cenno al signore alla guida di volergli parlare.

- Dica.

- Dovrebbe spegnere il motore, inquina.

Mi ha guardato con aria scocciata e

- Anche lei inquina.

- Io non sto fumando nella sua vettura.

Il motore lo ha spento.

Poi è arrivato Bersani, è salito dietro e sono partiti.

Credo sia, questa, una metafora che la spiega tutta sulla necessità del cambiamento. Con tutta la stima e la simpatia per il ministro Bersani.

Dite quello che volete

Tra gli scandali da Basso Impero e un’opposizione che si divide, la Lega ha vinto un’altra volta.

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E’ il veltronismo senza Veltroni, la malattia terminale del Partito Democratico. Quell’idea di poter fare politica con le figurine invece che con le persone. […]

Certi democratici se ne facciano una ragione: la politica per immagini è un brevetto di Berlusconi. Ogni replica dell’originale, anche se in versione politicamente corretta, non diventa una novità. Rimane un tarocco.

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Domande a mezza voce
"Grillo è solo l’idolo di una piccola minoranza che si sente il centro buono del mondo: la classica malattia dei drogati di Internet che sopravvalutano la Rete, sovrapponendo la vita che scorre lì dentro a quella reale.

E’ che qui Obama non arriva mai. Che mentre nel mondo la sinistra conserva il nome e cambia le facce, da noi cambia nome di continuo ma le facce restano sempre le stesse: al massimo i sederi scalano di qualche fila. Si procede per cooptazione, invece che per eliminazione, come dimostra il caso di Debora Serracchiani, che uscì dall’anonimato per aver osato cantarle chiare al segretario ed è già diventata la sua chierichetta. Da liberale all’antica, confesso che Grillo e Di Pietro mi fanno un po’ paura. Però riconosco che il credito di cui godono, anche presso chi non li ama, esprime in modo sgangherato il sanissimo desiderio di sparare finalmente sul quartier generale."
"domanda: “senatore marino, comincia dal FRIÙLI la sua corsa…”. risposta: “il FRÌULI…”. cominci male, ‘gnazio"
"Ci sono forti dubbi sul rapporto tra simpatia e politica.
Ma, su spocchia e politica ,abbiamo le idee più chiare?
Un cittadino confuso."
"In italia una volta tutti erano allenatori della nazionale di calcio. Ora siamo diventati tutti segretari del PD."
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Nella pausa pranzo sono uscito, dopo il caffè, a fumare una sigaretta. Ho notato la BMW con il motore acceso ed un signore alla guida che leggeva il giornale. Mi sono avvicinato e ho fatto cenno al signore alla guida di volergli parlare.

- Dica.

- Dovrebbe spegnere il motore, inquina.

Mi ha guardato con aria scocciata e

- Anche lei inquina.

- Io non sto fumando nella sua vettura.

Il motore lo ha spento.

Poi è arrivato Bersani, è salito dietro e sono partiti.

Credo sia, questa, una metafora che la spiega tutta sulla necessità del cambiamento. Con tutta la stima e la simpatia per il ministro Bersani.

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Dite quello che volete

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