credo che - accanto alla denuncia delle accuse ingiuste e alla disponibilità a chiarire quanto eventualmente ci fosse da chiarire (già espressa dal cardinale Bagnasco) - ci sia anche un terzo ambito altrettanto importante su cui oggi occorrerebbe impegnarsi: far vedere che esiste un altro modo di intendere il mattone. Che l’idea di acquistare un immobile solo per guadagnarci sopra un profitto non può essere la normalità in un Paese. Dobbiamo tornare a dire che, per reggersi, una città ha bisogno di mattoni che siano al servizio delle persone. Perché è questo che - alla fine - rende una cosa tra loro diversa un oratorio e una megavilla, anche se magari hanno la stessa metratura.
L’Ici di oggi e l’etica del mattone - VinoNuovo.it
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