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L'obiettivo sbagliato
Quando leggo post come quello di Sergio Maistrello capisco anche le stupide obiezioni di chi, fuori dal “gruppo”, spara contro l’Ordine. O meglio, ne capisco la rabbia. Così come non accetto sparate come quelle dette ridacchiando all’ultima Venicesession, di un Ordine definito “associazione per delinquere”.
Però quel che Sergio e altri non colgono è l’obiettivo giusto. Voglio dire che la rabbia dei “blogger” è la stessa dei giornalisti e dell’Ordine stesso, che da decenni chiede riforme, che da anni ha adottato una proposta che giace nei cassetti della politica.
E’ forse “colpa” dei giornalisti - che almeno hanno in parte liberalizzato l’accesso alla professione, tirando le maglie della vecchia e inadeguata legge - la mancanza di professionalità della categoria? O non è forse colpa degli editori e dei politici (e guarda caso di chi è editore e politico insieme), che hanno usato e usano ancora una legge per infilare nei giornali raccomandati, incapaci, servi e sfruttare giovani bravi?
Il Padre Nostro detto da Dio
Hai pensato come Dio direbbe il “Padre Nostro” o meglio il “Figlio Mio”?
Figlio mio, che sei in terra
preoccupato, solitario e tentato;
conosco bene il tuo nome e lo pronuncio
santificandolo, perché ti amo.
Non sarai mai solo; io abito in te
e assieme spargeremo il regno
della vita che ti darò in eredità.
Ho piacere che faccia la mia volontà,
infatti io voglio la tua felicità.
Avrai il pane di ogni giorno,
non ti preoccupare; però io ti chiedo
di spartirlo con i tuoi fratelli.
Sappi che ti perdono tutti i peccati,
anche prima che tu li commetta,
ma ti chiedo che anche tu perdoni
a quelli che ti offendono.
E per non soccombere alla tentazione
afferra con tutta la tua forza la mia mano
e ti libererò dal male,
mio povero e caro figlio.(via email)
via clarita



