Niente
11 hours ago
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Poveretti

Quel bambino i cui genitori hanno esacerbato la vita baruffando ogni volta con maestra e preside e discutendo in casa su quel “…” crocifisso appeso sul muro.

Quelli che vedono in un povero cristo in croce (un modo di dire che è entrato perfino nei nostri usi linguistici) una paranoica oppressione.

Quelli che non hanno idee ma non vogliono che altri ne abbiano.

(P.S. strettamente personale)

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1 day ago
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No al crocifisso nelle aule italiane. Secondo l’Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni. [alechiap] »spinozait
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Possibile che anche l’influenza debba essere di destra o di sinistra? Vorresti un’influenza tranquilla, un’influenza Udc. »Cronache suine
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Era così stupido che invece del quoziente aveva un resto. »Q.I.
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2 days ago
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Si dice che siamo immersi ormai nel mondo dell’informazione in tempo reale. Ed è vero, naturalmente. Ma allora come è possibile che stando ai nostri telegiornali le breaking news siano costituite da dichiarazioni rese da questo e da quello alcune settimane fa per un libro che non è ancora uscito? »Tempo reale - Paolo Gentiloni
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Ma per la maggior parte della gente, il web 2.0 è basato sulle persone ma allo stesso tempo anche sulle piattaforme proprietarie planetarie. E’ giusto che sia così? »Piattaforme o persone - Luca De Biase
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Fra non molto i processi verranno celebrati da magistrati scelti dal “popolo” che riuniranno la gente in piazza per chiedere “volete libero Gesù o Barabba?”. »investitura popolare di Massimo Lenza
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Vent’anni fa, di questi giorni, Giulio Andreotti era nel pieno delle funzioni di premier di un governo retto da Dc, Psi, Pri, Psdi e Pli. Il giudice Giovanni Falcone vedeva complicarsi la propria azione investigativa contro la Mafia ed era scampato da poco a un attentato. Vent’anni fa ci si telefonava soltanto da rete fissa, internet aveva un’interfaccia alfanumerica e collegava tra loro computer di militari e ricercatori, mentre la novità più significativa in fatto di musica portatile erano i lettori da viaggio di compact disc. Alla radio Phil Collins cantava Another Day in Paradise, il comico Francesco Salvi furoreggiava con C’è da spostare una macchina e Madonna affrontava le polemiche per il video di Like a Prayer. Nelle sale era l’anno di Nato il quattro luglio, L’attimo fuggente e A spasso con Daisy. Vent’anni fa c’erano ancora la Jugoslavia, l’Unione Sovietica, la Cecoslovacchia. C’era appena stata la strage di Piazza Tien An Men. C’erano Giovanni Paolo II, Michail Gorbacëv, George Bush senior. Da qualche anno soffiava un vento nuovo, caldo abbastanza da scongelare la guerra fredda. Vent’anni fa, di questi giorni, cadeva il Muro di Berlino e si apriva una breccia tutta nuova nell’assetto geopolitico globale. Per dire: la straordinaria capacità della Storia di mettere in prospettiva gli eterni scandaletti di casa nostra. »Vent’anni fa, di Sergio Maistrello
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4 days ago
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L'obiettivo sbagliato

Quando leggo post come quello di Sergio Maistrello capisco anche le stupide obiezioni di chi, fuori dal “gruppo”, spara contro l’Ordine. O meglio, ne capisco la rabbia. Così come non accetto sparate come quelle dette ridacchiando all’ultima Venicesession, di un Ordine definito “associazione per delinquere”.

Però quel che Sergio e altri non colgono è l’obiettivo giusto. Voglio dire che la rabbia dei “blogger” è la stessa dei giornalisti e dell’Ordine stesso, che da decenni chiede riforme, che da anni ha adottato una proposta che giace nei cassetti della politica.

E’ forse “colpa” dei giornalisti - che almeno hanno in parte liberalizzato l’accesso alla professione, tirando le maglie della vecchia e inadeguata legge - la mancanza di professionalità della categoria? O non è forse colpa degli editori e dei politici (e guarda caso di chi è editore e politico insieme), che hanno usato e usano ancora una legge per infilare nei giornali raccomandati, incapaci, servi e sfruttare giovani bravi?

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